martedì 10 novembre 2020

[APPROFONDIMENTI] L'altra $aga... di Guido Martina (terza parte: L'Amore)




Ben ritrovati, cari bat-fans!
Oggi cedo nuovamente la parola al bat-amico Giuseppe Millanti, che vi racconterà la terza parte della sua peculiare biografia di Paperon de' Paperoni, raccontata dal punto di vista di Guido Martina!

Avvertenza: come praticamente tutti sanno, Don Rosa, per comporre la sua monumentale opera Life and Times of Scrooge McDucksi è ispirato ai racconti di Carl Barks, riprendendone e ampliandone fatti, notizie e situazioni della gioventù del Papero più ricco del mondo, talvolta ricostruendo e talaltro riprendendo quasi pedissequamente quanto accennato o raccontato da Barks, e ignorando quanto scritto da ogni altro autore che non fosse Zio Carl. 

In Italia, quasi contemporaneamente, il personaggio fu affidato al Professor Guido Martina, il quale scrisse sì basandosi su un personaggio creato da Barks, ma ne scrisse in un momento in cui quel personaggio non era ancora stato ben definito, un periodo in cui era quasi una pagina vuota (anche perché molte delle storie di Barks, anche se scritte prima, giungevano a Martina dopo che quest’ultimo aveva scritto le sue storie). 

Ne nacque così un personaggio molto differente da quello barksiano, in cui alcune caratteristiche erano estremizzate, altre ignorate e altre ancora peculiari del Paperone italiano. L’esempio più conosciuto e clamoroso di queste differenze è il rapporto con Nonna Papera, che Martina vide come sorella di Paperone (ma su questo argomento ci torneremo, perciò state tonnati! ndr), ma ce ne sono moltissimi altri.

Ebbene, chiediamoci: come apparirebbe la gioventù di Paperone, se fosse raccontata da qualcuno che facesse lo stesso lavoro certosino operato da Don Rosa, e però basandosi sulle opere di Guido Martina? Qui cercherò di raccontare la mia risposta...

(Vi siete persi le puntate precedenti? potete recuperarle qua e qua)


Capitolo 8 – Una Rossa nel cuore


1919: in questo capitolo ci viene rivelato il terribile segreto di Paperone, l’episodio che ha trasformato un rude ma tutto sommato onesto e generoso giovane cercatore d’oro nel terribile avaro che conosciamo (Paperino e la mezzanotte di fuoco, disegni di Luciano Capitanio, 1967).
Finalmente arricchitosi, Paperone torna a casa, dove lo attende il suo grande amore: Rosie la Rossa, ballerina di saloon con cui si era scambiato una promessa di eterno amore. Ma lo attende una brutta sorpresa: non solo Rosie non lo ha affatto aspettato, ma si era promessa anche a “tutti gli scapoli del paese”!
Inoltre, il nostro “Bill Paperon” viene anche umiliato pubblicamente dal suo vecchio rivale, Giggi Maniglia. 

NB: Guido Martina ha ambientato questa storia “ai giorni nostri", ma possiamo con poco sforzo immaginare che si sia svolta appunto al tempo della giovinezza di Paperone (e la scoperta del tradimento di Rosie influenzerà non poco gli eventi successivi della vita del Nostro); l’avventura può essere letta quasi integralmente, scartando solo le tavole e vignette che non si accordano con la nostra interpretazione. Ovviamente, l’accompagnatore non può essere Paperino; possiamo supporre che si tratti invece di Gian Piviere, amico e socio di Paperone che conosceremo meglio nel “capitolo” successivo…


Capitolo 9 – Il più duro dei duri


1920 (improbabile il 1895 del testo): verosimilmente incattivito dalla delusione amorosa, Paperone, tornato in Klondike (probabilmente per un momento di riflessione: che fare della sua vita, ora che non c’è più Rosie ad aspettarlo?) inizia a comportarsi malissimo e il primo a farne le spese è proprio il suo socio Gian Piviere (“colpevole” di aver assistito, e anzi collaborato alla sua umiliazione nel capitolo precedente: nella nostra storia, non dimentichiamolo, c’era lui al posto di Paperino).
Quando Gian Piviere si ammala, Paperone lo incoraggia ad allontanarsi dal freddo del Klondike, per curarsi. E rileva la sua quota, con l’impegno di corrispondergli metà dei futuri guadagni … ma firma con l’inchiostro simpatico! (Paperino e la ventiquattresima ora, disegni di Luciano Capitanio, 1961). In un lontano futuro, tuttavia, Paperone dovrà pagare per le sue cattive azioni.



Scoperto l’oro nel vecchio campo di patate, Paperone riserva anche al povero Ghingo Limaccia lo stesso trattamento, impadronendosi anche del suo giacimento (Zio Paperone e la campagna elettorale, disegni di Massimo DeVita, 1979).



Ma nulla sembra più soddisfarlo: sempre più incattivito, Paperone apparentemente non si interessa più della ricerca dell’oro, ma cede a tutti i vizi possibili
Entrato in un “giro di scommesse”, rivaleggia con Bobo l’Anguilla “furbo come una volpe e onesto come un ladro di cavalli”, e ottiene una crudele rivincita su costui, che poco prima lo aveva beffato. E a questo punto decide anche di lasciare definitivamente il Klondike (Paperino e il Re delle scommesse, disegni di Massimo De Vita, 1977)


Capitolo 10 – Ombre… Rosse


1921 (anche se il testo riporta il 1899, data decisamente improbabile): probabilmente il punto più basso della sua carriera di spietato affarista, davvero privo di scrupoli!
Il giovane Paperone ha fatto società con Alfred Barunz detto Red il Rosso (vista la quasi omonimia, è possibile, anzi intrigante, ipotizzare che costui fosse un parente di Rosie la Rossa… diciamo il fratello? Sarebbe un’ipotesi ardita, ma che spiegherebbe anche l’acrimonia di Paperone nei confronti del povero Red). 
Ma quando due soci sono assaliti dai pellirosse, Paperone trova un modo originale per raddoppiare i suoi profitti e contemporaneamente salvarsi la vita (Paperino e il grande Barunz, disegni di Giulio Chierchini, 1957).
Red Barunz si salverà e anzi farà fortuna e avrà anche una (sia pur piccola) vendetta postuma, ma questo certo non diminuisce le colpe di Paperone).

Nella prossima puntata: vari affari di Zio Paperone tra l'Oklahoma e il Dakota!


E a voi, cari bat-lettori, è piaciuta questa nuova puntata de "L'altra $aga" redatta dal nostro bat-amico Giuseppe Millanti? Ditemi che cosa ne pensate con un bat-commento qui sotto!

5 commenti:

  1. Sapevo di quest'altra storia generale, altrettanto bella... Mi dispiace che non sia ufficiale (anche se Nonna Papera come sorella di Paperone ogni tanto spunta fuori in qualche storia di Topolino, giusto?).
    Io direi di attenerci a quella "più ufficiale" ma secondo me qualcosa di Martina può essere recuperata e integrata...

    Moz-

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    1. chiaro che Don Rosa ha costruito qualcosa di più organico ed oggi impossibile da tralasciare (Nonna Papera non è più la sorella dagli anni '90, ormai!).

      Questa "Altra $aga" è più un divertissement di noi appassionati... che pone l'attenzione su tante storie dimenticate della nostra tradizione! Per esempio, Rosi la Rossa, è uno splendido contraltare martiniano (non inteso solo come autore, ma proprio come svolgimento disilluso) alla Goldie Barksiana, ma, soprattutto, DonRosiana!

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  2. Leggo con sorpresa, grazie a Giuseppe, del personaggio di Rosie la Rossa..mi era totalmente sconosciuta!

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    1. Ahahahahah! Rosie la Rossa è un personaggio celebre tra gli appassionati, martiniano nel midollo (già dalla prima vignetta in cui appare col sigaro in bocca!).

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    2. Grazie Ricky.
      Approfitto (ad Andrea non dispiacerà) per invitarti a leggere l'Altra $aga sul mio blog, completa di approfondimenti, paralipomeni e parerga vari ;-)

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